Come NON fare Comunicazione d’impresa. Gli errori da evitare!
“Non importa che se ne parli bene o male. L’importante è che se ne parli”. Il celebre aforisma di Oscar Wilde richiama un pensiero che ogni tanto rimbalza ancora in qualche stanza del marketing ed indica la volontà di essere comunque, e a tutti i costi, al centro dell’attenzione. Accogliere la filosofia del “purché se ne parli” significa essere disposti a tutto, anche a correre dei rischi, come quello di non essere capiti, esporsi al fraintendimento, banalizzare i contenuti o, peggio ancora, rischiare di offendere la sensibilità di qualcuno. Il risultato è un pericoloso danno d’immagine.
Come un film senza regia
Nella storia della pubblicità non mancano i cosiddetti “epic fail”, ovvero le campagne ADV che hanno fallito il loro scopo, a volte anche in modo clamoroso, trasformandosi in autogol. Comunicare tanto per comunicare significa agire senza una strategia, in modo approssimativo ed estemporaneo, non avendo chiaro l’obiettivo né quale sia il modo più efficace per raggiungerlo. Si procede per approssimazione, senza mappa, tenendo premuto solo il pedale dell’acceleratore, seguendo impulsi dettati dalle mode del momento o dalla volubilità delle situazioni. Questo è il primo degli errori da evitare: la mancanza di pianificazione così come l’assenza di una strategia, che porta a messaggi disorganizzati e caotici, a volte addirittura controproducenti. Senza una regia consapevole, che può nascere solo da un’adeguata formazione e dall’esperienza sul campo, il piano di comunicazione può incappare in una serie di errori, a volte anche banali, che ne faranno fallire i risultati. Vediamo quali sono i più comuni e come fare per evitarli.
“Parla come mangi”: la chiarezza prima di tutto
Quando si tratta di comunicazione d’impresa, l’aspetto più importante è garantire che il messaggio sia chiaro e contenga tutte le informazioni necessarie. Il più frequente degli errori è, infatti, la mancanza di chiarezza: comunicare in modo ambiguo o troppo complicato può confondere l’utente potenzialmente interessato che, a quel punto, “cambia canale”. Ricordiamoci sempre della regola delle cinque W – Who? What? When? Where? Why? – che serve a garantire che il contenuto sia completo.
Un ulteriore aspetto da non trascurare è la coerenza. Contenuti contraddittori o non allineati con l’immagine dell’azienda o del brand possono danneggiarne la reputazione. È buona norma mantenere coerenza nel tono, nello stile e nei valori trasmessi. Anche un linguaggio troppo specialistico può allontanare o confondere, portare ancora una volta fuori strada.
CASE HISTORY
Un esempio di pochi anni fa che ha suscitato clamore e critiche è la campagna pubblicitaria Open to Meraviglia del ministero del Turismo. Nonostante gli ingenti investimenti, il sito web che avrebbe dovuto stupire il mondo intero raccontando le meraviglie del Belpaese con l’intento di promuovere e incentivare il turismo, era zeppo di errori che ne hanno inficiato la credibilità. A partire dalla traduzione maccheronica delle città (perché lo sappiamo che i nomi non dovrebbero essere tradotti vero?) come Brindisi, divenuta “Toast” e Camerino “Garderobe”. E sorvoliamo sull’opportunità di svilire la Venere di Botticelli trasformandola in influencer. Sicuramente una brutta figura e un danno d’immagine.
Altri errori da non sottovalutare
In una comunicazione efficace, sapere con chi stiamo parlando fa la differenza per essere certi che il messaggio arrivi a destinazione. Un altro sbaglio da evitare è ignorare il target, agire come se contasse solo il nostro pensiero e non quello del pubblico a cui è indirizzato il messaggio. Ergo, se l’idea piace a noi, deve per forza piacere a tutti! Un pensiero suicida per iniziare una campagna di comunicazione. Non adattare il messaggio alle caratteristiche del pubblico di riferimento ne depotenzia l’efficacia fin da subito. Seguire una strategia di comunicazione mirata è, dunque, essenziale.
Aggiungiamo all’elenco delle cose da NON fare anche la disattenzione nella scelta dei canali di comunicazione. Utilizzare solo alcuni mezzi senza considerare quelli più adatti al pubblico limita il risultato. È fondamentale scegliere i più efficaci per raggiungere il nostro scopo. Non è detto, ad esempio, che si debbano per forza usare tutti i social, da Facebook a LinkedIn, alcuni potrebbero non essere coerenti rispetto al pubblico o al contenuto, oppure che la televisione sia da preferire alla radio. Ogni mezzo ha caratteristiche specifiche che devono essere attentamente valutate.
Per comunicare bisogna anche ascoltare
Non ascoltare i feedback è un altro errore da evitare. Ignorare le opinioni, le critiche o i commenti del pubblico può portare a una comunicazione monodirezionale poco utile ed efficace. E’ sbagliato anche non monitorare i risultati: valutare l’efficacia delle campagne serve ad apportare miglioramenti e adattare la strategia. Naturalmente si devono utilizzare strumenti di analisi il più possibile precisi e scientifici, oggi facilmente disponibili ma non così semplici da usare. Anche in questo caso, occorre una preparazione adeguata.
In questo rapido excursus abbiamo toccato gli errori più frequenti da evitare per chi intende fare comunicazione d’impresa in modo serio e credibile, in linea con gli obiettivi aziendali. Affidarsi a mani esperte e professionali è sicuramente la strategia migliore per non sbagliare e raccogliere i frutti del proprio lavoro.
