Intelligenza artificiale vs intelligenza umana: trova le differenze

Quale direzione sta prendendo la scrittura dopo l’irruzione dell’IA nell’attività di creazione dei contenuti? Lasciamo che l’algoritmo prenda il sopravvento oppure la competenza umana è ancora utile? Proviamo a rispondere mettendo a confronto due testi, uno generato dalla tecnologia e l’altro dalla creatività di una persona vera.

Prompt: scrivi un testo sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e Scrittura Creativa Umana.

“Negli ultimi anni, il progresso dell’intelligenza artificiale (IA) ha dato vita a una riflessione intensa e sfaccettata sul suo impatto nei più diversi settori, tra cui quello della scrittura creativa. Se da una parte l’IA rappresenta un potente strumento che può amplificare il processo creativo umano, dall’altra alimenta interrogativi sulla sua capacità di “creare” in modo autentico, come farebbe una mente umana. Ma cosa accade quando due mondi così distinti – quello della mente umana e quello delle macchine – si intrecciano nell’arte della scrittura?”

Facile, vero? Basta impostare il prompt corretto, ovvero formulare una richiesta utilizzando il linguaggio naturale (mi si perdoni il tecnicismo, necessario alla distinzione) per chiedere all’IA generativa di eseguire un’attività specifica, nel nostro caso, scrivere un testo su…. In pochissimi istanti il risultato si materializza davanti ai nostri occhi, righe che scorrono e il testo si compone. Detto e fatto. Fatica? Zero. Risultato? Rispondiamo con un confronto.

Foto di Kohji Asakawa da Pixabay
Il gioco delle differenze

Proviamo a fare un esercizio di stile, se si ha pazienza, un gioco simile a quello del celebre “Trova le differenze” della Settimana enigmistica. Confrontiamo il contenuto prodotto dall’IA e questo testo, scritto da un’intelligenza umana. Per procedere nell’analisi comparativa, aggiungiamo la seconda parte dell’elaborato generato artificialmente:

Algoritmi avanzati come GPT (Generative Pre-trained Transformer), che è alla base di molte delle tecnologie moderne di generazione di testo, sono in grado di produrre contenuti che imitano stili letterari, generano idee per storie, e persino creano bozze di articoli o romanzi. Gli scrittori possono utilizzare questi strumenti per stimolare la loro creatività, affrontando il temuto blocco dello scrittore o semplicemente per esplorare nuovi percorsi narrativi.

Quindi, l’IA si propone più come assistente virtuale che come sostituto vero e proprio all’umano scrivente. Sappiamo che “Intelligenza Artificiale” è una definizione che inganna, in quanto il sistema si basa su modelli di machine learning (ML) che utilizzano reti neurali profonde che sono state pre-addestrate su enormi quantità di dati, ma non abbiamo di fronte una vera “intelligenza”. Le parole chiave in questo caso sono “modelli” e “dati”. E se, invece, provassimo a trovare parole chiave anche per la scrittura dell’IU (ci permettiamo di usare l’acronimo per indicare l’Intelligenza Umana), quali sarebbero? La risposta può venire dal confronto con questo testo, che sta nascendo da un’IU, e devia rispetto al binario impostato dal prompt, senza andare fuori tema. Una deviazione che può essere chiamata “creatività”. Altre parole chiave? “Cultura” e “fantasia”.

Foto di Mohamed Hassan da Pixabay
La creatività come processo (ancora!) umano

Noi siamo convinti che l’intelligenza umana abbia ancora (fortunatamente!) un ruolo e sia presto per metterla in soffitta nel settore della creazione di contenuti, e lo dimostrano le differenze tra i due testi. Quello prodotto dalla IA generativa è senz’altro preciso e corretto, anche se, per quanto possa apparire un’osservazione banale, privo di un’anima, senza quel guizzo di creatività che solo l’IU può dare. Qualcuno potrà ribattere che è l’accuratezza della progettazione dei prompt che consente di ottenere il risultato migliore, allora, ancora una volta, dobbiamo chiederci chi è alla guida dell’IA. La “sfida”, se di sfida possiamo parlare, è tra il pensiero creativo umano e l’elaborazione di una macchina, per quanto super istruita e sorretta da una mole enorme di dati a disposizione, pur sempre nata dall’intelligenza umana.

Non è poi così difficile riconoscere un testo generato da un algoritmo: basta avere occhi attenti e un po’ allenati per individuare alcune caratteristiche: spesso questi contenuti appaiono più verosimili che veri, assomigliano alla realtà ma mancano di una vera comprensione semantica del contesto. La ripetitività dei concetti e l’uniformità lessicale sono altre spie che ne indicano la creazione artificiale, così come la mancanza di uno stile personale e vivace.

Il futuro della scrittura, la scrittura del futuro

Qualcuno, con un’eccessiva fiducia nelle magnifiche sorti e progressive della scienza, ha già annunciato l’estinzione di alcune figure professionali, come il copywriter e il traduttore. “Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico!” La celebre frase, attribuita a Giulio Cesare, calza alla perfezione. L’evoluzione tecnologica prosegue la propria inarrestabile marcia offrendoci miglioramenti e opportunità che in passato erano inimmaginabili, ma presenta anche rischi e conseguenze negative di cui ancora non conosciamo la portata. Se affidarci ciecamente all’IA generativa è una facile tentazione, occorre essere consapevoli dei suoi limiti, come errori di contesto, bias culturali e altri bug. D’altra parte, è possibile trovare un sano equilibrio, ad esempio utilizzando l’IA come collaboratrice senza rinunciare al contributo umano, fatto di conoscenza, cultura ed esperienza vera.

L’intelligenza artificiale, pur eccellendo nella capacità di analizzare e generare frasi logiche e coerenti, non è in grado di replicare il vero “senso” che un autore infonde nel proprio lavoro. La sua scrittura manca di quella connessione emozionale e del bagaglio esperienziale che solo l’uomo possiede.

E se lo dice anche l’IA, a conclusione del testo che ha generato, possiamo concordare! La scrittura creativa non è solo un atto tecnico, fatto di schemi, strutture linguistiche e dati, ma il risultato del lavoro umano nella sua ricerca di senso e originalità, e in questo sta la principale e non trascurabile differenza.

Foto di Luisella Planeta LOVE PEACE 💛💙 da Pixabay

Ecco perché noi di Three Studio continueremo a creare contenuti di qualità, nati dalla passione vera per la scrittura e dalla cura che solo l’Intelligenza Umana può offrire.