Social: essere, non solo apparire

In un’epoca in cui l’apparenza sembra più importante della sostanza, la comunicazione online tende a suggerire messaggi accattivanti, capaci di catturare l’attenzione, ma che spesso rimangono in superficie senza fornire nulla di utile.

Per questo è fondamentale studiare e pubblicare contenuti testuali di valore anche per i social media e non limitarsi alle sole immagini patinate. Se, infatti, l’immagine possiede l’immediatezza necessaria a suscitare la curiosità dello spettatore, altri formati (a partire dalla parola scritta) permettono di veicolare informazioni interessanti e di qualità all’interno di una strategia di contenuti ben strutturata.

Scripta manent, anche nell’era del digitale

Anche nell’ecosistema digitale dei social media e del web la parola scritta rimane il pilastro della comunicazione poiché è l’essenza stessa del copywriting. Il tempo dedicato alla creazione di contenuti scritti ben strutturati, di testi efficaci per i social media, utili e coinvolgenti oltre che persuasivi, è un investimento che valorizza la propria attività. A provarlo, sono i numerosi strumenti digitali che integrano testo e immagini, sfruttando le potenzialità di entrambi.

Per esempio, il blog permette di affrontare e approfondire temi d’interesse per i nostri lettori, guide e tutorial possono rispondere con immediatezza ai dubbi e alle domande dei nostri lettori/clienti, senza tralasciare le newsletter, regine delle strategie di email marketing, che portano informazioni e aggiornamenti nelle caselle di posta dei nostri contatti.

L’abilità del copywriter risiede anche nel saper adattare il tone of voice del messaggio rispetto al media utilizzato oltre che rispetto all’audience da raggiungere. La scrittura creativa per i social media è diversa da quella per un blog o per una rivista patinata e realizzarla in maniera corretta è questione di esperienza, allenamento e professionalità che non si inventano da un giorno all’altro.

Foto di KNFind da Pixabay

Entrando nello specifico dei social più votati alle immagini, dobbiamo riscontrare l’interesse suscitato anche da infografiche ben realizzate. Sebbene non si tratti di parole scritte in senso stretto, forme e colori utilizzati in modo creativo riescono a trasmettere facilmente quanto ricavato da complesse elaborazioni statistiche e analisi di dati, oppure, a conferire importanza e autorevolezza a casi di studio reali.

Inoltre, le piattaforme social (Instagram per prima) funzionano ottimamente come cassa di risonanza per contenuti più complessi e di approfondimento che potremmo aver diffuso tramite il nostro sito web come, per esempio, e-book, whitebook, report e altre risorse scaricabili. E non dimentichiamo che invitare gli ascoltatori a una call to action come registrarsi per effettuare un download dal nostro sito web, può trasformarsi in un contatto utile da sviluppare per il business.

Il valore dell’ascolto

Sempre le parole, ma da ascoltare, sono protagoniste di contenuti audio di vario genere, inclusi i sempre più coinvolgenti podcast. Le potenzialità di questi strumenti per la comunicazione istituzionale e per il media copy B2B e B2C sono ancora in parte inesplorate, ma sicuramente valide. Immediatezza e freschezza del mezzo (anche se la radio, diciamocelo, non è nata proprio ieri!) che risulta fruibile anche in movimento e senza la necessità di uno schermo da fissare passivamente è uno stimolo al consumo di contenuti audio.

Le tipologie di format possono essere varie e articolate in virtù del pubblico da soddisfare e del tipo di informazione che vogliamo trasmettere. La narrazione a una o più voci, le interviste, le discussioni tra esperti, ma anche letture di testi significativi sono solo esempi di come arricchire e personalizzare la nostra comunicazione audio, magari in stretta sinergia con i blog, le newsletter e altri strumenti di cui potremmo esserci dotati.

Foto di Florante Valdez da Pixabay
Ma non demonizziamo le immagini

Come detto in apertura, video e immagini sono i media più gettonati sulle piattaforme social per la loro capacità di catturare l’attenzione e trasmettere informazioni rapidamente. Per quanto manchino, spesso, di approfondimento, rispondono alle esigenze di dinamismo e coinvolgimento espresse da alcune fasce di audience.

A seconda della piattaforma, avremo a disposizione contenuti brevi come i Reels di Instagram o i video di TikTok, o più lunghi, come i format di YouTube, divenuta una risorsa inesauribile di tutorial. Potremmo anche considerare, quando opportuno, delle “dirette” identificando il live streaming come una vera opportunità anche di interazione con il pubblico attraverso domande e risposte in tempo reale. Interazione ed engagement si nutrono di contatti diretti tra il brand (il suo dietro le quinte) e la community di riferimento, quindi porre domande (valorizzando le risposte, anche prendendo spunto per nuovi contenuti) e lanciare sondaggi sono strategie ormai tanto consolidate quanto irrinunciabili da inserire nel nostro piano editoriale.

Foto di Buffik da Pixabay

In conclusione, possiamo tranquillamente dire che la pubblicazione di contenuti di valore che non si limitino solamente alle immagini permette di diversificare il nostro approccio alla comunicazione e offre l’opportunità di costruire un legame più solido e autentico con il pubblico. Sperimentare con diversi tipi di contenuto ci aiuterà a scoprire cosa funziona meglio per la nostra audience con l’obiettivo di identificarci come una fonte affidabile e autorevole.

Se volete studiare il giusto cocktail per la vostra comunicazione social, online e offline, lo staff di Three Studio è pronto ad ascoltarvi e a progettare una strategia vincente. Contattateci!